Tantra - Namaste Studio Tantra-Firenze

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giovedì 23 novembre 2017

I molti significati del tantra


La maggior parte delle persone non è chiara su cosa sia veramente il Tantra e cosa può fare per te. Probabilmente l'opinione più comune è che il Tantra abbia qualche legame con la religione orientale, con il sesso disinibito, e con le posizioni e le tecniche amorose delineate nel Kama Sutra, il più antico manuale del sesso dell'Hinduismo. Per alcuni il Tantra è un culto dell'amore libero, una sopravvivenza degli anni sessanta psichedelici; per gli altri, è la terapia sessuale spirituale New Age, parte dello stile di vita californiano, una fetta della cultura pop degli anni '90.
Nessuno di questi punti di vista sul Tantra è sbagliato, ma nessuno spiega realmente cosa sia in realtà il Tantra. Allora, cos'è il Tantra? Cosa significa? E, cosa più importante di tutte, qual è la sua rilevanza per noi oggi?
La parola Tantra è il sanscrito, la lingua sacra dell'induismo. Deriva dalla parola radice tan, che si traduce come "estendere, espandere, diffondere, continuare, girare, tessere; mostrare, mostrare o manifestare. "Come l'universo in cui viviamo, il Tantra si espande continuamente, si espande e si manifesta come una" trama cosmica ", composta da diverse energie. Siamo parte di questo intreccio, come lo sono i nostri antenati e foremothers, tutta la vita e ogni tipo di energia e materia. Ciò include pensieri, azioni e tutta la materia fisica.Alcune definizioni di Tantra
Perché il Tantra è un soggetto mistico, è quasi impossibile da definire. Persino eminenti studiosi hanno avuto difficoltà a spiegare cosa sia in realtà il Tantra. Le diverse spiegazioni del Tantra indicano la sua natura multiforme. Il Tantra è una scienza spirituale, il che significa che è anche mistico, nella sua interconnessione, il legame olistico della saggezza tra noi stessi e l'universo in cui viviamo.

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mercoledì 1 novembre 2017

Malattie Spiritualmente Trasmissibili

1. La spiritualità “fast-food”. Coniuga la spiritualità a una cultura che celebri la velocità, il multitasking e la gratificazione istantanea, e il risultato più probabile sarà la spiritualità “fast-food”. Quest’ultima è il prodotto dell’illusione, comune e comprensibile, che la liberazione dal dolore proprio della condizione umana possa essere facile e immediata. Tuttavia, una cosa è certa: la trasformazione spirituale non si può ottenere in un batter di occhi.

2. La finta spiritualità. La finta spiritualità consiste nella tendenza a parlare, vestirsi e comportarsi come immaginiamo farebbe una persona spirituale. È una sorta di spiritualità imitativa che mima la realizzazione spirituale, così come la finta pelle leopardata imita quella autentica.

3. Motivazioni confuse. Benché il nostro desiderio di evolverci sia puro e genuino, spesso è contaminato da motivazioni secondarie come il desiderio di essere amati, di appartenere a un gruppo, di riempire il nostro vuoto interiore; la speranza che il cammino spirituale elimini la nostra sofferenza e la nostra ambizione spirituale stessa; il desiderio di essere speciali, migliori, straordinari.

4. Identificazione con esperienze spirituali. In questa malattia, l’ego si identifica con la nostra esperienza spirituale e la considera come sua; cominciamo a credere di essere la personificazione vivente di certe intuizioni sorte in noi in determinati momenti. Nella maggior parte dei casi, tale malattia non dura all’infinito, benché tenda a prolungarsi maggiormente in coloro che si ritengono illuminati e/o si comportano da insegnanti spirituali.

5. L’ego spiritualizzato. Questa malattia si verifica quando la struttura stessa della personalità egoica si imbeve di idee e concetti spirituali. Il risultato è una struttura egoica “a prova di proiettile”. Quando l’ego si spiritualizza, siamo impermeabili a ogni aiuto, a nuove idee o feedback costruttivi. Diventiamo esseri umani impenetrabili e la nostra crescita spirituale si blocca (in nome della spiritualità stessa).

6. Produzione di massa di insegnanti spirituali. Vi sono molte correnti spirituali alla moda che sfornano una dietro l’altra persone che si ritengono a un livello di illuminazione spirituale ben al di là di quello effettivo. Questa malattia funziona come una sorta di nastro trasportatore spirituale: assorbi questa luce, abbi quell’intuizione e – bam! – sei illuminato e pronto a illuminare gli altri allo stesso modo. Il problema non è tanto che tali persone insegnino, quanto che si presentino come maestri spirituali.

7. Orgoglio spirituale. L’orgoglio spirituale sorge quando il praticante, attraverso anni di sforzi intensi, ha effettivamente raggiunto un certo livello di saggezza, ma usa questo risultato per chiudere le porte a qualsiasi nuova esperienza. La sensazione di “superiorità spirituale” è un altro sintomo di questa malattia spiritualmente trasmessa. Si manifesta sottilmente attraverso la sensazione “Io sono migliore, più saggio e superiore agli altri, perché sono spirituale”.

8. Mentalità di gruppo. Anche nota come pensiero di gruppo, mentalità settaria o malattia degli ashram, la mentalità di gruppo è un virus insidioso che contiene molti elementi tradizionali della co-dipendenza. Un gruppo spirituale decide in modo invisibile e inconscio quali siano i modi giusti di pensare, parlare, vestirsi e comportarsi. I gruppi e gli individui infettati dalla “mentalità di gruppo” rifiutano le persone, gli atteggiamenti e le circostanze che non rispettano le regole, spesso tacite, del gruppo.

9. Il complesso degli Eletti. Il complesso degli Eletti non riguarda solo gli ebrei. Consiste nella convinzione che “il nostro gruppo è il più spiritualmente evoluto, potente e illuminato; in poche parole, è il migliore di tutti”. C’è una grande differenza tra il pensare di avere scoperto la via, l’insegnante o la comunità migliori per sé, e il pensare di aver scoperto “il meglio in assoluto”.

10. Il virus mortale. “Sono arrivato”. Questa malattia è tanto potente da essere potenzialmente mortale per la nostra evoluzione spirituale. Consiste nella convinzione di “essere arrivati” alla fine del cammino spirituale. Il progresso spirituale termina ogni qual volta questa convinzione si cristallizzi nella nostra psiche, poiché quando pensiamo di aver raggiunto la fine, ogni ulteriore crescita è impedita.

Hanashyan (Kika)
Sito ufficiale: http://www.tantranamaste.eu

Per trovare la pace interiore

Per trovare la pace interiore, pratica il non attaccamento: sii sempre consapevole che niente e nessuno ti appartiene veramente.
Per trovare la pace interiore, coltiva consapevolmente pensieri gioiosi.

Per trovare la pace interiore, non avere desideri; realizza che la felicità è dentro di te, non nelle cose o nelle circostanze esteriori.

Per trovare la pace interiore, realizza che non puoi cambiare il mondo, ma puoi cambiare te stesso.

Per trovare la pace interiore, proietta la pace all’esterno, nell’ambiente che ti circonda.

Per trovare la pace interiore, vivi semplicemente, riduci ciò che ritieni “necessario”.>

Per trovare la pace interiore, conduci una vita sana: fai abitualmente esercizio fisico, mangia con regolarità, respira profondamente.

Per trovare la pace interiore, agisci in libertà, dal tuo centro interiore, senza essere schiavo di ciò che il mondo ti chiede.

Per trovare la pace interiore, accetta la verità in ogni circostanza come la tua guida.

Per trovare la pace interiore, non desiderare quello che hanno gli altri, ma sappi che quanto è tuo di diritto troverà il modo di raggiungerti.

Per trovare la pace interiore, non lamentarti, ma riconosci che quello che la vita ti concede dipende da quello che tu, in primo luogo, concedi a te stesso.
Per trovare la pace interiore, accetta la responsabilità dei tuoi fallimenti e realizza che solo tu puoi trasformarli in successi.

Per trovare la pace interiore, conquista te stesso, non limitarti a cessare le ostilità.

Per trovare la pace interiore, sorridi nel cuore anche quando gli altri ti guardano storto.

Per trovare la pace interiore, dona la gioia piuttosto che pretenderla dagli altri.

Per trovare la pace interiore, lavora con gli altri, mai contro di loro.

Per trovare la pace interiore, medita e attingi alle sorgenti di pace dell’anima.

Per trovare la pace interiore, accetta te stesso: non essere cieco di fronte alle tue colpe, non odiarti per esse.

Per trovare la pace interiore, ama gli altri in modo disinteressato, senza motivazioni egoistiche.

E’ un impegno che siamo chiamati tutti ad assumerci per dimostrare nel silenzio del nostro cuore, senza usare parole ridondanti, che la pace si può raggiungere.

Ed è il regalo più grande che ci possiamo fare.

Hanashyan (Kika)
Sito ufficiale: http://www.tantranamaste.eu